Home > Storia > La Chiesa > Relazione Tecnica

Relazione Tecnica

PREMESSA:

Storico ambientale

Il Comune di Gonnesa è compreso nella Provincia di Carbonia Iglesias e dista circa 65 Km, lungo la SS.126, dal capoluogo regionale Cagliari.

La popolazione residente è di 5 900 abitanti, fino al 1970,  era considerato uno dei centri più importanti  del Sulcis-Iglesiente, per la sua economia  predominante ha carattere minerario-agricolo, ma anche il settore terziario è presente con numerose attività commerciali.

Per poter individuare il nucleo originario del  paese è stato necessario svolgere accurate indagini di carattere storico, urbanistico e architettonico.

Le principali fonti sono state quelle reperite presso l’Archivio Comunale di Gonnesa.

La più antica testimonianza risale al 1218, testimonianza in cui Gonnesa viene descritta come (domus) o domestica erano denominati quei centri di aggregati  rurali che erano di proprietà dei conti Donoratico o di membri della sua famiglia che possedevano la sesta parte del Giudicato di Cagliari e in questo il castello di Gioiosa-Guardia, Villamassargia e Gonnesa.

A questi centri facevano capo le altre borgate rurali della zona con uomini e cose. Questo fatto spiega la presenza della Chiesa dedicata a S.Andrea Apostolo già da quei tempi, chiesa  che estendeva l’esercizio delle sue funzioni persino località distanti.



Il centro storico di Gonnesa si presenta molto interessante non solo da punto di vista tipologico ed Urbanistico, ma anche perché ricco di numerose testimonianze architettoniche minori di ” arredo urbano”.
Il suo assetto viario, ad esempio, è rimasto intatto nel senso che non sono stati operati sventramenti o allargamenti delle sedi stradali. Anche gli isolati hanno conservato il loro originario perimetro e forma nata dalla necessità di rispettare la naturale pendenza del terreno.


La tipologia edilizia, Centro storico, è prevalentemente costituita da edifici in linea ed a filo strada con l’altezza di circa 6,7,00 metri, larghezza fronte strada variabile dai 3,00 agli 8,00 metri e profondità del lotto dai 15,00 ai 25,00  metri.


Vi è una strada di notevole interesse storico ed ambientale che merita di essere salvaguardata, il corso Matteotti.
Già individuato sin dal 1860, costituiva il principale asse viario portante che collegava il paese con Iglesias -Carbonia  e tutto il Sulcis.
Oggi questa arteria, per via della circonvallazione che  collega il paese alla SS.126, ha modificato il suo ruolo, da asse di grande traffico a percorso di collegamento interno.
Il corso Matteotti, ricco di numerosi edifici storici risalenti anche alla fine del 1800, costituisce una via ambiente degna di essere tutelata nel senso di guidare con opportune globali i restauri, ed ogni
intervento edificatorio e urbanistico.

Le abitazioni sono in genere, in buone condizioni. Tuttavia non mancano frequenti casi di edifici abbandonati e  carenti condizioni statiche o ridotti ormai a ruderi.
Alcuni edifici sono di antica costruzione ed esecuzione veramente eccellente.
Lo testimoniano sia la data di edificazione, spesso risalente al 1800, sia le decorazioni in pietra di cui sono adornati gli architravi, balconi, ecc.

Molte di queste opere meritano di essere conservate e sono sufficienti lavori di manutenzione, altri invece hanno necessità di interventi di ristrutturazione più o meno complessi a seconda dei gradi di fatiscenza degli edifici.




Cenni Storici della Chiesa

Alcune considerazioni nel 1342 il rettore Pietro Secchi della parrocchia di Gonnesa, considerazioni su alcuni fatti storici antecedente al 1218, si può affermare che, Gonnesa esistesse in data anteriore non solo al 1218, ma addirittura al 1053, quando lo scisma tra la chiesa latina e greca mise in subbuglio tutti i religiosi operanti in Sardegna. E’ noto infatti che la chiesa sarda era a culto e a rito
greco e quindi legata alla chiesa orientale.

Di conseguenza un gran numero di monasteri rimasero spopolati; i loro monaci non volendo abiurare né il rito e ne il culto greco preferirono, andarsene, non prima però di aver donato ai giudici tutti loro monasteri e le chiese, con annesse le loro terre e la servitù. Sappiamo che in seguito, i benedettini rioccuparono i monasteri e i poderi.

La chiesa di Sant’Andrea fosse, o no, la chiesa di un monastero  ma senz’altro è stata una chiesa che attorno a sé raggruppava poderi e servitù. I giudici di Cagliari la ricevettero dai monaci, perché solo loro diedero vita in Sardegna a fiorenti centri agricoli facenti capo a monasteri o chiese e domus, cosi già denominate in periodo pre-scismatico. La chiesa non può essere sorta dopo lo scisma, se cosi fosse non sarebbe stata dedicata a Sant’Andrea che è un santo della chiesa greca ma i nuovi religiosi del rito latino l’avrebbero senz’altro dedicata ad un santo del martirologio romano. Dalla ricerca si deduce che la Chiesa di Sant’Andrea di Gonnesa è antecedente allo scisma, e la sua costruzione tarda che sia, non può che  risalire alla fine del primo millennio.

La Chiesa è posta urbanisticamente al centro del paese in corso Matteotti ed è prospiciente la  piazza resa importante  oltre che dalla posizione, dalla particolare pavimentazione;

-    la struttura di cui trattasi, risalente presumibilmente  al  secolo  X III, è caratterizzata dalla    presenza di numerosi interventi, realizzati nel corso degli anni successivi, che hanno alterato in gran parte l’Architettura originaria.

-    attualmente l’edificio si presenta con un’ unica navata ripartita in sei campate , con copertura a volta a botte, poggiante su pilastri e tre cappelle laterali coperte anch’esse a botte.

-    la copertura sovrastante è a tetto a due falde.

Con le alterazioni dell’edificio in tempi successivi, l’aggiunta della torre campanaria e della cappella adiacente sul lato sinistro, oltre alla sacrestia realizzata sul lato destro a ridosso di una cappella laterale, si è perso completamente l’impianto originario.

 A seguito dei lavori di straordinaria manutenzione, che l’Amministrazione Comunale ha realizzato, con la demolizione dell’intonaco sulla facciata principale si è rilevata la presenza di un paramento esterno in pietra di trachite, con il portale di ingresso inquadrato da due lesene a sezione rettangolare, i piedritti  del portale di ingresso in pietra di trachite su cui poggia un arco a tutto sesto.

La parte superiore della facciata è incorniciata con archetti circolari in perfetto stile romano gotico.

La chiesa ha subito un lungo processo di trasformazione, che meriterebbe un’indagine approfondita, ritenendo che solo un’accurata analisi dell’intero manufatto consenta di ricostruire l’impianto originario e la trasformazione che ha subito nel tempo, con la consapevolezza del grande interesse storico ed architettonico dell’edificio.


                                                                                                                          
Arch. Antonio Arceri

Parrocchia di Sant'Andrea Apostolo