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IL TRITTICO

 

 

 


Nella chiesa di Gonnesa un’opera testimone di rapporti profondi


Il trittico del seminario di Cuglieri


di Angelo Rosso

L’opera pittorica che si trova oggi sulla parete principale della chiesa parrocchiale di Gonnesa è un trittico che originariamente era collocato presso il Pontificio seminario regionale sardo di Cuglieri, intitolato al Sacro Cuore di Gesù. Fu 'pensato' dal medesimo progettista del Seminario Regionale del Sacro Cuore di Cuglieri, l'ingegner Giuseppe Momo* di Torino e fu realizzato da Carmine Palmieri ** pittore leccese, maestro di ritratti assai apprezzato in Vaticano durante il Pontificato di Pio XI.
È un’opera che racchiude il profondo significato educativo e formativo della importante e preziosa istituzione voluta da papa Pio XI nel 1924.
Fu in quell’anno infatti che papa Pio XI accolse la preghiera dei vescovi sardi e decise di costruire a spese del Vaticano un seminario centrale per gli studi filosofici e teologici, e di affidarlo alla Compagnia di Gesù. Lasciò loro la scelta della località nella quale dovesse sorgere: né Cagliari né Sassari, ma un luogo al centro dell'isola. Si pensò in un primo momento a Macomer, poi si preferì una località che godesse di un clima più salubre, e si decise per Cuglieri, nella diocesi di Alghero-Bosa, anche perché il terreno per l'edificazione del fabbricato era stato donato dal sindaco, don Eraldo Sanna, ricco possidente del luogo.

Con la costituzione apostolica Nostrarum partem del 5 agosto 1927, festa liturgica di Santa Maria della Neve e dedicazione della chiesa di S. Maria Maggiore, il papa, contestualmente alla fondazione del seminario regionale affidato alla Compagnia di Gesù, erigeva in Cuglieri le due facoltà di teologia e filosofia che dovevano continuare l'attività già avviata nelle università di Cagliari e di Sassari.
Pochi anni dopo, a causa delle scarse risorse, si rinunciò alla facoltà di filosofia per mantenere solo quella di teologia.
Dotato di un'imponente struttura, il seminario prosperò e divenne punto di riferimento, non solo spirituale, ma anche culturale, per il clero e gli ambienti cattolici di tutta l'isola.
ll progetto dell'edificio, che doveva essere grandioso, fu studiato dall'ingegnere Giuseppe Momo*, tuttavia fu scelto uno stile semplice come quello pisano del 1300. Si scelse questo stile perché il seminario aveva tanti punti di somiglianza con gli antichi monasteri, e inoltre meglio si integrava con l'architettura del paese, dove le case erano semplici e severe, in un paesaggio dominato dai boschi e dai monti del Montiferru. Il complesso del seminario si estendeva su un'area di circa 31.000 mq, di cui circa 14.000 occupati dai fabbricati.

 

Cuglieri, seminario-porticoCuglieri, Cappella

 

Tornando al significato spirituale del trittico, si rendono opportune alcune considerazioni e sottolineature sulle combinazioni e circostanze che hanno fatto sì che quest’opera oggi si trovi nella chiesa parrocchiale di Gonnesa. Combinazioni e circostanze che sono legate soprattutto alla figura di don Allori, sacerdote-musicista di Gonnesa, e alla predilezione per quest’opera “gesuitica” di don Luigi Parodi, parroco di Gonnesa negli anni in cui il seminario di Cuglieri venne trasferito a Cagliari (1971).
Il trittico per anni fu icona “quotidiana” e “familiare” per tutti i chierici che dal 1927 al 1971 studiarono a Cuglieri, e che sembra ancora oggi voler esprimere la continuità educativa per la quale i Gesuiti lo avevano collocato davanti all’altare maggiore della Cappella del Pontificio seminario sardo. Esso è costituito dalle immagini del Sacro Cuore, al centro, e di san Carlo Borromeo e san Luigi Gonzaga ai lati.

Gonnesa, alla pari di tante parrocchie della Sardegna, è paese di numerose vocazioni religiose e di intenso zelo sacerdotale. Ben si addice alla sua chiesa questo “sfondo” spirituale, guida alla continua preghiera per le vocazioni sacerdotali.
L’impronta tutta gesuitica del quadro si può evincere dalla scelta delle immagini e dal fervore devozionale che da esso si sprigiona tramite l’intensità e il contrasto dei colori utilizzati dall’artista.
Il Sacro Cuore, con gli accesi colori del rosso, è espressivo dell’amore eterno e infinito incarnato nel cuore di Gesù, il quale crea il sacerdote e lo associa al suo sacerdozio per continuare la sua opera di insegnamento, di riconciliazione, di consolazione e sacrificio. Solo il cuore divino di Gesù sa attirare le anime dei sacerdoti all’amore infinito di Dio.

San Carlo Borromeo, vissuto tra il 1538 e il 1584, fu tra i grandi ispiratori per la riforma del clero. Il sacerdote per san Carlo fu essenzialmente un collaboratore della missione del vescovo e delle sue sollecitudini pastorali, da cui scaturisce il dovere di un’azione unitaria per la salvezza delle anime. Una vocazione – diceva – è un bene di cui si deve essere sempre grati a Dio.
San Luigi Gonzaga è immagine di quella esistenza tutta permeata dalla grazia e dall’amore divino. La sua fu una vita consacrata totalmente a Dio, modello da additare alla gioventù di ogni tempo, maestro di perfezione e di sperimentale guida verso la santità. La sua breve esistenza – mori a soli 23 anni – fu consumata nel servizio appassionato ai fratelli. Una vita spesa per i grandi ideali cristiani, esempio di fulgida santità e per quanti percorrono l’itinerario della totale consacrazione a Dio nel sacerdozio, nella vita consacrata, nel servizio alla chiesa.

La trama delle relazioni intercorse tra l’imponente Pontificio seminario regionale di Cuglieri e la parrocchia di sant’Andrea, grazie alla musica di don Allori, costituì uno dei momenti più interessanti per la vita spirituale della comunità cristiana di Gonnesa. La festa di santa Cecilia ci consente di far memoria di quei momenti così attivi della nostra vita comunitaria e il loro ricordo ci aiuta a cogliere l'importanza che quei residui spirituali hanno avuto per la crescita spirituale della nostra parrocchia.
Tramite il Pontificio seminario regionale di Cuglieri, la musica di don Allori divenne più sapiente e più matura. I dotti padri gesuiti come Egidio Boschi, Angelo Perego, Giuseppe Nesle ne riconobbero la saldezza di costruzione e l’intensità espressiva.
I rapporti di don Allori con il seminario di Cuglieri proseguirono con la stessa intensità anche dopo la sua ordinazione sacerdotale. L’alta stima di cui godeva come sacerdote e musicista da parte dei padri gesuiti, e di tanti chierici e sacerdoti che lo conobbero a Cuglieri, si perpetuò per lungo tempo.


* Giuseppe Momo (Vercelli, 7 dicembre 1875 – Torino, 9 maggio 1940) è stato un ingegnere e architetto italiano. Attivo nei primi quarant'anni del Novecento; realizzò numerosissime opere a Torino e in Piemonte, ma soprattutto a Roma dove, su committenza di papa Pio XI, contribuì alla trasformazione architettonica della Città del Vaticano all'indomani dei Patti Lateranensi.

** Breve nota su Carmine Palmieri
Carmine Palmieri nacque a Lecce il 6 maggio 1871 dal nobile Pietro e da Giulia Grassi. Dopo aver appreso i rudimenti dell’arte dal pittore Raffaele Maccagnani (1841- 1925), fu avviato all’Istituto di Belle Arti e poi nel Museo Artistico Industriale di Roma, sotto la guida di Giuseppe Cellini (1855-1940), Cesare Bazzanii (1873-1939) e Raffaello Ojetti (1845-1924). La maestria nel ritratto di Palmieri fu particolarmente apprezzata anche dagli ambienti legati alla Santa Sede; notevoli, infatti, furono le pregevoli miniature ed i ritratti raffiguranti S.S. Pio X e Benedetto XV realizzati per il Salone della Sacra Congregazione dei Seminari in S. Maria in Trastevere in Roma e per l’Episcopio di Lecce. L’artista salentino realizzò numerosi ritratti di Papa Pio XI eseguiti per il Palazzo di Giustizia in Vaticano. Nel 1930, in seguito all’elezione di Pio XI al soglio pontificio, Carmine Palmieri realizzò alcuni Ritratti del conte Fermo Ratti, fratello del Papa,  Lo stesso Pio XI gli commissionò alcune opere negli anni ’30 del secolo scorso.

Si ringraziano  il prof. Antonio Piras (Docente presso la Facoltà Teologica di Cagliari), il prof. Daniele Vinci  e lo studioso Marco Antonio Scanu per le ricerche sull’autore del Trittico di Cuglieri.

Parrocchia di Sant'Andrea Apostolo